Lo stagno

Le battute sono palline o fucilate. Dipende da come le accartocci e le tiri.

“LINDA – Che cos’è che ti posso dire?
GIUSEPPE – Puoi dirmi se sono magri.
LINDA – Perché fai così? Giuseppe!
GIUSEPPE – Ma dov’è ‘sto Giuseppe? Perché parli con lui? – Ma nooo!!! Giuseppe sei tu! – Finiscila di contarmi palle. Tutte palle. Un mare di palle. Le palle di sempre. Anni di palle. Palle grosse e palle piccole. Solo palle. Ma tutte palle. Una vita di palle. Una palla.
Sono stufo.
Mamma e papà non li voglio vedere.
Loro no.
LINDA – E chi vuoi vedere?
GIUSEPPE – Io?
LINDA – Sì, tu. C’è qualcun altro qui?
“.

di e con Anna Delfina Arcostanzo e Marco Gobetti | allestimento Simona Gallo | musiche Mario Actis

Ri-allestito nel 2008. Compagnia Marco Gobetti con il Patrocinio della Città di Torino

Un uomo e una donna.
Lui veste una divisa militare e ha un paio di scarponi ai piedi, lei ha i piedi scalzi e indossa un vestito a fiori.
Lui è tornato da una guerra. Lei no.
Lei vuole festeggiare il suo ritorno. Lui non vuole.
Lei vuole che lui ricordi di quando si volevano bene e di suo nonno e delle storie che raccontava e di tante altre cose, ma lui non vorrebbe: forse ricorderà. Lui tiene tanto ai suoi scarponi.
Lei vuole che lui riveda i propri genitori, lui non vorrebbe: forse li rivedrà. Lui tiene tanto ai suoi scarponi.
Lei canta e vuole che lui canti, lui non vorrebbe: forse canterà. Lui tiene tanto ai suoi scarponi.
Lei vuole che lui si tolga la divisa, lui non vorrebbe: forse la toglierà. Lui tiene tanto ai suoi scarponi.
Lei vuole che lui si tolga gli scarponi.
E glielo chiede tante volte.
Lui non vuole. E nega tante volte.
Lei insiste tante volte. Lui le chiede un bacio in cambio, tante volte.
E lei glielo nega, tante volte.
Ma che cosa c’è negli scarponi?

lo stagno
stagno 2008 (4)

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